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  • Lo zoologo negli spalti: il calcio letto come una tribù

    Lo zoologo negli spalti: il calcio letto come una tribù

    Nel 1981 Desmond Morris entrò in uno stadio come in una foresta sconosciuta e descrisse il calcio come farebbe un antropologo con una tribù remota. Rileggere «La tribù del calcio», oggi, significa chiedersi che cosa teniamo insieme dentro quel rito.

  • Un solo azzurro in campo

    Un solo azzurro in campo

    In Serie A i titolari italiani sono meno di un terzo. Il talento c’è: manca il tempo per farlo crescere.

  • Il re che restò seduto

    Il re che restò seduto

    Morto a 89 anni il re di Norvegia, poche settimane dopo aver abbracciato la sua nazionale. Storia di uno sport che tiene insieme un popolo.

  • Il gioco e l’azzardo

    Il gioco e l’azzardo

    Il campionato muove quasi sedici miliardi di giocate l’anno e i marchi dei bookmaker restano sulle maglie. Lo sport che educa i ragazzi che invito diventa?

  • L’intelligenza che sfugge ai numeri

    L’intelligenza che sfugge ai numeri

    Il tratto che rese Franco Baresi il miglior libero del suo tempo era la lettura del gioco. Un’intelligenza che matura lentamente, e che i vivai di oggi pretendono di giudicare troppo presto.

  • Erba da collezione

    Erba da collezione

    La FIFA ha venduto anche il prato della finale: da 390 euro a zolla, in teca di acrilico con chiavetta USB. Ricavi record da 15 miliardi.

  • È in gioco la poesia

    È in gioco la poesia

    C’è chi vuole rubare l’anima bella del gioco. Nemici della gratuità e dello sport. C’è un tesoro prezioso da tutelare, per non perdere i valori che ci rendono più umani.

  • Il pallone e il suo padrone

    Il pallone e il suo padrone

    In «Il calcio è potere» Luca Pisapia legge la storia dei Mondiali come storia del dominio. Un saggio documentato e ostinato, che si apre al gioco gratuito soltanto nelle ultime pagine: proprio dove comincia il lavoro di chi educa.

  • Vietato in tribuna, non in campo

    Vietato in tribuna, non in campo

    Un anno di Daspo a un calciatore che ha aggredito un tifoso. Ma il divieto lo tocca solo da spettatore: giocare potrà ancora. E per un dilettante sarebbe andata diversamente.

  • «Non idoneo», prima la salute

    «Non idoneo», prima la salute

    In Italia un referto medico può fermare una carriera; altrove decide l’atleta. Dietro l’idoneità sportiva una domanda: a chi appartiene il corpo che gioca, alla persona o alla prestazione?