Vivo lo sport

siamo vivi? siamo sportivi

Un tempo per fondare

Ritratto di Luigi Gedda, fondatore del CSI
Il fondatore del CSI e dello sport educativo

Luigi Gedda

Venezia, 1902 – Roma, 2000 · medico, genetista, fondatore del CSI

Medico e genetista, Luigi Gedda fu il fondatore del Centro Sportivo Italiano. Accanto alla ricerca scientifica coltivò per tutta la vita un’idea di sport come esperienza educativa.

01 Il profilo   02 Il metodo   03 Il CSI   04 Le sue parole   05 Lo scaffale di Gedda

01

Il profilo

In Luigi Gedda lo scienziato e l’uomo di fede furono una sola persona: la stessa mano che studiava la vita al microscopio disegnava, sulle piazze d’Italia, uno sport capace di educare.

Nacque a Venezia il 23 ottobre 1902, da genitori piemontesi, e crebbe tra Torino e Modane seguendo il padre, ispettore doganale. A quattordici anni la perdita della madre lo segnò a fondo, fino a una bocciatura; e proprio in quel passaggio difficile, nel 1917, incontrò la Gioventù Cattolica, che lo accolse. Fu nella Torino degli anni universitari, e nell’incontro con padre Agostino Gemelli, che prese forma quella combinazione di rigore scientifico e profondità religiosa che avrebbe attraversato tutta la sua esistenza.

Fu genetista di rilievo internazionale, pioniere della gemellologia, e fondò a Roma l’Istituto Mendel. Nello stesso tempo fu tra i protagonisti del laicato cattolico: presidente della Gioventù di Azione Cattolica e poi dell’Azione Cattolica, editore e organizzatore. Scienza e fede, in lui, si tenevano insieme: ed è in quel punto d’incontro che matura la sua idea di sport.

Nato: Venezia, 23 ottobre 1902
Morto: Roma, 26 settembre 2000
Scienza: genetica medica, gemellologia, Istituto Mendel
Chiesa: presidente della GIAC e dell’Azione Cattolica
Sport: fondatore e primo presidente del CSI (1944–1960)

02

Il metodo sportivo-educativo

Per Gedda lo sport serviva soprattutto a formare persone. Il corpo che gioca è già il corpo che si educa.

Lo aveva spiegato con un’immagine sua, quasi da laboratorio, nel libro «Lo sport» (Vita e Pensiero, 1931), introdotto da padre Agostino Gemelli: come in una radioscopia, conviene distinguere lo scheletro dello sport — l’educazione fisica, la disciplina, la salute — dal suo cuore, fatto di motivazioni, valori e passioni. L’educazione è autentica quando tiene insieme corpo, mente e spirito; se quell’unità si allenta, lo sport rischia di svuotarsi.

Da qui la sua idea di gara, lontana da ogni retorica della vittoria: la competizione come cammino di crescita. Superare i propri limiti, uscire dall’egoismo, misurarsi con la propria meschinità prima che con l’avversario, imparare a restare fedeli a sé stessi, agli altri, a Dio.

03

Il CSI

Il 5 gennaio 1944, mentre l’Italia è ancora in guerra, l’Azione Cattolica approva la proposta di Gedda: dare allo sport cattolico un corpo nuovo. Nasce il Centro Sportivo Italiano.

L’idea covava da tempo, e per il momento storico era quasi temeraria: un Paese ferito e diviso poteva rialzarsi ripartendo dai giovani, e lo sport poteva insieme aggregarli ed educarli. Di fronte al campionismo ereditato dagli anni del fascismo, Gedda fu netto: lo sport doveva essere praticato dalla massa, con la partecipazione prima della selezione e la base prima del vertice. Sport per tutti.

Da quella visione nacque, nel 1946, la «Carta dello sport italiano», proposta per uno sport più democratico e accessibile a ogni età e condizione. Gedda guidò il CSI come primo presidente nazionale fino al 1960.

Data: 5 gennaio 1944, Roma
Contesto: Italia in guerra, vigilia della Liberazione di Roma
Idea: lo sport che aggrega ed educa i giovani, sport per tutti
Sviluppo: Carta dello sport italiano (1946)

04

Le sue parole

Per capire da dove venisse la sua idea di fatica e di dono, conviene guardare lontano dai campi da gioco: a un giardino silenzioso sul Celio, a Roma.

Era il 1940. Gedda, ufficiale medico in licenza, sostò davanti a una statua del Cristo inginocchiato nell’Orto degli Ulivi, nel convento dei Padri Passionisti. Sulla base, una frase incisa nel marmo lo accompagnò per tutta la vita:

«Non mea voluntas sed Tua fiat» — «Non la mia, ma la Tua volontà sia fatta».

La frase del Getsemani sul Celio (1940), da cui Gedda lesse ogni scelta, ogni fatica, la stessa fondazione del CSI.

Da quell’esperienza nasce la sua idea di sport come cammino, più che come competizione fine a sé stessa. È lo stesso spirito che dettava, con parole nette, la sua misura dello sport educativo:

«Sport di molti e non eccellenza di pochi.»

Luigi Gedda, sulla vocazione popolare ed educativa dello sport.

05

Lo scaffale di Gedda

I suoi scritti sullo sport, e i libri che ne raccontano l’opera.

Lo sportLuigi Gedda · Vita e Pensiero, 1931 · introduzione di A. Gemelli

Vademecum dello sportivo cristianoCSI, 1959

Gedda e lo sporta cura di E. Preziosi · 2011

I testi integrali confluiranno in un’area riservata, attualmente in costruzione.

Da questa radice nasce tutto il resto: il libro che dà il nome al sito, e lo scaffale delle letture che ne discendono.

Torna allo Scaffale Il libro «Viva lo sport»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *