CHI STA ACCANTO A CHI GIOCA
educatori
Allenatori, insegnanti, animatori, dirigenti: le figure adulte che accompagnano i più giovani nello sport,
e la responsabilità di educare mentre si allena, si arbitra, si sta in panchina.
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Chi chiude la porta a quattordici anni
Quattro adolescenti su dieci lasciano lo sport prima dei quindici. Uno studio su 1.200 ragazzi misura anche che cosa se ne va con loro. Il 16 settembre, al Foro Italico, la Fondazione Patrizio Paoletti e la Fondazione Ospedale Niguarda hanno presentato “Sport per Crescere”, programma nazionale sullo sport e la salute mentale in adolescenza. Il…
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Il diritto e chi tiene la chiave
Tre anni fa lo sport è entrato in Costituzione. Ma quasi sei edifici scolastici su dieci non hanno una palestra, e dove c’è resta da trovare chi apre la porta.
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L’altra metà del campo
Si gioca gratis, su prenotazione, senza passare da una società sportiva. Il Comune ha tolto il prezzo: l’altra metà del lavoro, quella educativa, non si inaugura.
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Ottantatré a uno
Il Manchester City tutela i suoi atleti con 83 persone. In molte società italiane il compito ricade su una sola, a volte lo stesso presidente.
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La gomma negli spogliatoi
Alle finali giovanili della Lega Dilettanti ogni ragazzo ha trovato in spogliatoio una gomma da cancellare. Lo spogliatoio è pieno di cose che servono a vincere: questa serve a sbagliare.
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Lo sport e il resto
Simona Quadarella si laurea tra una gara e l’altra: lo sport chiede tutto, ma senza lo studio, il lavoro e gli affetti l’atleta resta a mani vuote.
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Un solo azzurro in campo
In Serie A i titolari italiani sono meno di un terzo. Il talento c’è: manca il tempo per farlo crescere.
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Fare posto
Dal documentario «The Soul of Football» alla LALIGA Genuine dei cinquanta club: il calcio inclusivo sposta la domanda da chi deve entrare a chi deve fare posto.
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Il giorno dopo la festa
A Taranto un impianto nuovo rischia di chiudere a Giochi finiti. Un evento non si giudica dai soldi che muove, ma da ciò che resta il giorno dopo.
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Il defibrillatore appeso al muro
Dal 2017 ogni campo ha il suo defibrillatore, ma restano le mani capaci di usarlo. Dalla vicenda di Edoardo Bove è nato un disegno di legge fermo per cinque milioni che non si trovano.