CHI STA ACCANTO A CHI GIOCA
educatori
Allenatori, insegnanti, animatori, dirigenti: le figure adulte che accompagnano i più giovani nello sport,
e la responsabilità di educare mentre si allena, si arbitra, si sta in panchina.
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Un errore, due strade
Nel dizionario compilato dai ragazzi delle medie, alla voce «sport» compare anche la paura di sbagliare. Molto dipende da come un allenatore tratta l’errore: due frasi, due strade.
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Quanto basta per allenare?
Oggi il titolo per stare con i ragazzi si ottiene in fretta: sedici video, un fine settimana, un esame. Ma tra l’essere in regola e il sapersi preparare corre una distanza che i ragazzi avvertono.
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Dieci sportelli, zero stigma
A Firenze, da settembre, la psicologia dello sport entra negli impianti comunali con dieci sportelli gratuiti. Non è solo per chi gioca: è per chi allena, per i genitori, per chi gestisce una società sportiva.
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Chi si accorge?
Un finto talent scout condannato per abusi e le nuove linee guida CONI sulla tutela dei minori: perché nessun modello basta senza un adulto capace di accorgersi.
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«Non idoneo», prima la salute
In Italia un referto medico può fermare una carriera; altrove decide l’atleta. Dietro l’idoneità sportiva una domanda: a chi appartiene il corpo che gioca, alla persona o alla prestazione?
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Quattro volte a settimana
Dall’autunno 2026 duecento allenatori milanesi impareranno a cogliere i segnali che un ragazzo manda prima di ogni medico. Lo sport vede per primo.
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La lavagna di Moriyasu
Hajime Moriyasu guida il Giappone con una lavagna e un pennarello. Nessuna indicazione tattica: solo il tempo che manca. Un gesto minimo che racconta una cultura sportiva costruita in quarant’anni.
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Non guardavano il campo
I collaboratori di Nagelsmann non guardavano il campo. Guardavano i dati. Una riflessione su algoritmi, corpi-dataset e lo spazio sempre più stretto dell’intuizione umana nel calcio.
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L’alchimista del male
A Prato un allenatore di calcio femminile ha chiesto alle sue giocatrici di fare del male a una compagna. La Figc: quattro anni di squalifica. Ma la notizia vera è che tre ragazze hanno detto no.
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Un’altra scusa
Undici dei diciannove convocati da Silvio Baldini vengono dagli oratori. Il mito della loro scomparsa come causa della crisi del calcio italiano non regge. Forse è ora di cercare altrove.