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Il diritto e chi tiene la chiave

Domani tre anni dal voto che ha portato lo sport nell’articolo 33. Quasi quattro edifici scolastici su dieci hanno una palestra o una piscina.

Settembre è il mese dei moduli d’iscrizione. Quota annuale, tesseramento, assicurazione, completino da gioco, le trasferte del sabato. In una società dilettantistica di provincia si arriva a qualche centinaio di euro a stagione per ogni figlio, con punte più alte dove servono attrezzatura o viaggi. Lo Stato ne restituisce fino a 39,90: è il 19 per cento di una spesa riconosciuta entro 210 euro, il tetto fissato dall’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi per i ragazzi fra i 5 e i 18 anni, da dividere fra i due genitori.

Nel frattempo lo sport ha trovato posto in Costituzione. Il 20 settembre 2023 la Camera approvava in seconda deliberazione la legge costituzionale che aggiunge all’articolo 33 un comma: «La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme». Da quel voto domani sono tre anni. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale arrivò il 7 ottobre, l’entrata in vigore il 22.

I luoghi dicono a che punto siamo. I dati del ministero dell’Istruzione e del merito sull’anno scolastico 2024/25, elaborati da Openpolis, contano 15.067 edifici statali dotati di palestra o piscina su circa quarantamila: il 38,3 per cento. Fra le regioni la forbice è larga, dal 53,7 per cento della Liguria al 21,8 della Calabria. Fra i capoluoghi si allarga ancora: quasi l’80 per cento a Milano, il 9,5 a Catanzaro.

L’Istat conta invece le persone. Nel 2024 il 28,7 per cento di chi ha più di tre anni praticava uno sport con continuità, mentre 18 milioni e 850mila italiani, il 32,8 per cento, restavano del tutto fermi. Considerando la pratica nel suo insieme, continuativa e saltuaria, il Nord-est tocca il 43,9 per cento e il Mezzogiorno arriva al 27,9. Sono sedici punti di distanza, e la geografia degli impianti scolastici va nella stessa direzione.

Dove la palestra c’è, resta da aprirla. Chi manda avanti una società lo sa bene: settembre è anche il mese in cui si va in Comune a chiedere le ore. Servono l’assegnazione, un custode che resti fino alle ventidue, il contratto delle pulizie, qualcuno che risponda del vetro rotto durante il torneo di dicembre.

Le convenzioni comunali si riscrivono ogni fine estate: sono quelle a stabilire a che ora un ragazzo trova la porta aperta.

Le tappe

20 settembre 2023: approvazione definitiva alla Camera in seconda deliberazione.

26 settembre 2023: legge costituzionale n. 1.

7 ottobre 2023: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 235.

22 ottobre 2023: entrata in vigore.

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