Guidonia, alle finali giovanili della Lega Dilettanti, ogni ragazzo ha trovato in spogliatoio una gomma da cancellare.
Tra i parastinchi, le borse e gli scarpini, a metà giugno i ragazzi delle finali nazionali dilettanti hanno trovato un ospite nuovo: una gomma da cancellare, una per ciascuno. L’ha portata la Lega Nazionale Dilettanti, insieme a Serenis e Pigna, per una campagna dal nome semplice, il diritto all’errore. Un oggetto da astuccio di scuola, deposto dove si allacciano gli scarpini. Uno spogliatoio è pieno di cose che servono a vincere. Questa serve a sbagliare.
La gomma non fa discorsi: fa un gesto. È la piccola maestra che da bambini ci ha insegnato una cosa grande. Un segno storto non chiude il foglio: si cancella, e il compito riprende. Il vecchio segno rimane lì, in trasparenza, sotto quello nuovo. E va bene così. Anche gli sbagli, guardati da lontano, entrano nel disegno.
C’è una paura che i ragazzi di oggi portano in campo e gli allenatori la conoscono. Più che perdere una partita, temono che un errore dica per sempre chi sono. Sono cresciuti sotto uno sguardo che non riposa mai – i voti, i confronti, i telefoni che riprendono tutto – e hanno imparato a temere il proprio passo falso più dell’avversario.
Il campo, per fortuna, è più clemente. Lì l’errore dura pochi secondi: il passaggio sbagliato lo vedono in venti, poi il pallone torna. Torna sempre. E chi ha appena sbagliato se lo ritrova tra i piedi, con un’altra occasione pronta. Sono poche le scuole che insegnano, come lo sport, a ricominciare subito, sul posto, senza attendere il perdono di nessuno.
Resta la cosa più delicata, che nessun oggetto può dare. Una gomma vale se accanto c’è un uomo – un allenatore, un dirigente, un padre – capace di leggere l’errore per quello che è: il modo con cui i ragazzi imparano. C’è chi rimprovera da bordo campo, e c’è chi aspetta. È tutta qui la differenza tra un ragazzo che abbassa la testa e un ragazzo che la rialza e torna a cercare la giocata. Lo sport, quando è educazione, insegna tre cose semplici: che si cade, che ci si rialza, e che ci si rialza meglio in due. La gomma, da sola, dice la prima. Le altre due le dicono gli uomini.
La campagna «diritto all’errore»
Chi. L’area responsabilità sociale (CSR) della Lega Nazionale Dilettanti, con Serenis — servizio di supporto psicologico online — e Pigna, storico marchio di cartoleria: non a caso il simbolo scelto è un oggetto da banco di scuola.
Il gesto. Una gomma da cancellare distribuita negli spogliatoi dei giovani calciatori. Un simbolo concreto per dire che ogni sbaglio si può correggere e che da lì si riparte.
Il fine. Portare negli spogliatoi la cultura dell’errore come strumento di apprendimento e come cura del benessere psicologico della Generazione Z, dove la paura del giudizio rischia di bloccare il gesto prima ancora di provarlo.
Il percorso. Debutto alle Final Four dell’Italian Football Cup (il torneo dei licei), tappa alle finali giovanili di Guidonia Montecelio, e altre iniziative in programma lungo la stagione agonistica.

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