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calcio professionistico

  • La lavagna di Moriyasu

    La lavagna di Moriyasu

    Hajime Moriyasu guida il Giappone con una lavagna e un pennarello. Nessuna indicazione tattica: solo il tempo che manca. Un gesto minimo che racconta una cultura sportiva costruita in quarant’anni.

  • Il tuo novantesimo

    Il tuo novantesimo

    Ha camminato verso l’altare tenendo il braccio di sua figlia. Un mese dopo era morto. Igor Protti ci ha lasciato la storia più bella che uno sportivo possa raccontare.

  • Non guardavano il campo

    Non guardavano il campo

    I collaboratori di Nagelsmann non guardavano il campo. Guardavano i dati. Una riflessione su algoritmi, corpi-dataset e lo spazio sempre più stretto dell’intuizione umana nel calcio.

  • Sessantuno metri

    Sessantuno metri

    61 metri e 26 centimetri: il lancio record di Alireza Beiranvand, portiere dell’Iran al Mondiale. Una storia che parte da un villaggio nomade, da un padre ostile e da mani nude.

  • Un’altra scusa

    Un’altra scusa

    Undici dei diciannove convocati da Silvio Baldini vengono dagli oratori. Il mito della loro scomparsa come causa della crisi del calcio italiano non regge. Forse è ora di cercare altrove.

  • Il fischietto e il monitor

    Il fischietto e il monitor

    Sessantasei milioni di euro l’anno per il sistema arbitrale italiano. Il VAR non ha ridotto gli errori, le polemiche sono aumentate e la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta. A Venaria, una sedicenne fischiava per passione.

  • Vita bella o bella vita?

    Vita bella o bella vita?

    Una vita bella o una bella vita? Nello sport come nella vita, la scelta tra le due strade si vede nelle piccole decisioni quotidiane.

  • Toc…Toc… chi bussa?

    Toc…Toc… chi bussa?

    Un arbitro corrotto, una categoria che lo copre. La corruzione degli arbitri nel calcio professionistico e chi vigila sulla correttezza.