antropologia dello sport
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Agôn: lo sport, il merito e l’arbitro
Competizione, azzardo, finzione, vertigine: la mappa del gioco di Caillois. Lo sport è agôn, forma pura del merito, fondata sull’uguaglianza e sull’arbitro.
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Lo sport che ha smesso di giocare
Huizinga scrisse che la civiltà nasce dal gioco e che lo sport moderno ha in gran parte smesso di giocare. Un verdetto severo per chi allena ed educa.
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Condivisione è trascendenza.
Condividere è trascendenza, uscire da sé e incontrare gli altri, potenziando energie. Un movimento transcorporeo vincente.
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Sport e Spirito: San Paolo e molto altro
Olimpia guarda verso gli oratori. Un futuro importante per educazione, inclusione e pace. I fondi ci sono, sulla spiritualità c’è da lavorare.
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Magnifica sportivitas
La sportività è magnifica. Migliora il corpo e lo spirito. Educa il rapporto con gli altri (che è la cosa più importante).
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La lavagna di Moriyasu
Hajime Moriyasu guida il Giappone con una lavagna su cui scrive solo il tempo che manca. Un gesto minimo che racconta quarant’anni di cultura sportiva.
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Il corpo e il numero
Un chip misura la posizione di Paltrinieri 500 volte al secondo, i calciatori del Mondiale hanno un gemello digitale. Il corpo e la sua ombra numerica.
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La trascendenza: tutela la salute e salva lo sport.
Maratone, Ironman, smartwatch: i praticanti di discipline estreme sono raddoppiati. Fra identità e salute, lo sport rischia di diventare fine a se stesso.
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Sportivamente
Mens sana in corpore sano. Ma cosa può fare una mente sana per la salute del corpo? Sport e consapevolezza: un legame da coltivare in movimento.
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“OLTRE” È BELLO! ce lo ha insegnato Bartali.
Nel 1947 Pio XII citò Bartali in Piazza San Pietro. Per la prima volta un Papa indicava un atleta come modello. Oltre il podio, i valori.