Vivo lo sport

siamo vivi? siamo sportivi

LO SPORT COME SCUOLA DI VITA

sport per bene

Il valore educativo del gesto, la pedagogia del fair play, l’oratorio e il Centro Sportivo Italiano:
il filo principale di Vivolosport, dove il campo è luogo di crescita prima che di risultato.


  • Chi si accorge?

    Chi si accorge?

    Un finto talent scout condannato per abusi e le nuove linee guida CONI sulla tutela dei minori: perché nessun modello basta senza un adulto capace di accorgersi.

  • «Non idoneo», prima la salute

    «Non idoneo», prima la salute

    In Italia un referto medico può fermare una carriera; altrove decide l’atleta. Dietro l’idoneità sportiva una domanda: a chi appartiene il corpo che gioca, alla persona o alla prestazione?

  • Non chiamateli eroi

    Non chiamateli eroi

    Li applaudiamo in piedi e ci commuoviamo, poi spegniamo la tv. Ma il rispetto è più esigente della commozione: non chiamateli eroi, solo atleti.

  • Occhi nel mare

    Occhi nel mare

    Donne e barche a vela. Lo sguardo femminile, che sfiora l’onda e scruta il vento, è bellissimo.

  • Condivisione è trascendenza.

    Condivisione è trascendenza.

    Condividere è trascendenza, uscire da sé e incontrare gli altri, potenziando energie. Un movimento transcorporeo vincente.

  • Il corpo ha deciso

    Il corpo ha deciso

    Giorgia Villa lascia la ginnastica a 23 anni. Dietro l’addio, una lezione più grande di lei: il corpo che parla, e che a un certo punto va ascoltato.

  • Sport e Spirito: San Paolo e molto altro

    Sport e Spirito: San Paolo e molto altro

    Olimpia guarda verso gli oratori. Un futuro importante per educazione, inclusione e pace. I fondi ci sono, sulla spiritualità c’è da lavorare.

  • Trattenere le mani

    Trattenere le mani

    Nel 776 a.C. a Olimpia le armi si posavano: ekecheiria, «trattenere le mani». Duemilaottocento anni dopo, alla vigilia di Milano-Cortina, resta il gesto più semplice e rivoluzionario.

  • Il segreto di scendere a -130 metri?

    Il segreto di scendere a -130 metri?

    Davide Carrera ha 50 anni, sette record mondiali di apnea e una risposta che vale fermare. Quando gli chiedono il segreto per scendere a -130 metri, cita la regola benedettina: «Ora et labora». Meditazione e lavoro. Nessuna scorciatoia.

  • Quello che resta quando il cronometro si ferma

    Quello che resta quando il cronometro si ferma

    Papa Leone XIV ha ricevuto 700 atleti di 37 paesi nella Sala Clementina prima del Trofeo Sette Colli. Tra le sue parole, una frase che vale tenere: «La qualità dello sportivo si distingue dalla qualità delle sue motivazioni».