Padel, scherma e ciclismo per la squadra della Santa Sede, che a Roma ha aperto i campi ai ragazzi con autismo.
A Taranto, tra i 3.854 atleti dei Giochi del Mediterraneo, quattro gareggiano per uno Stato di poche centinaia di cittadini. Sono i portacolori dell’Athletica Vaticana: Fabrizio Peloni e Tiziano Lucarelli nel doppio di padel, Daniele Fontana nella spada, Emiliano Morbidelli nel ciclismo. Tutti dipendenti vaticani, arrivati con un obiettivo dichiarato che con il podio ha poco a che vedere: esserci nello spirito dell’amicizia e del dialogo tra culture.
Detta così, la formula rischia l’ambiguità. «Vogliamo esserci, non vincere» può essere l’insegna di chi lo sport lo pensa come incontro, oppure l’alibi di chi non ha i mezzi per competere. E i dirigenti vaticani lo ammettono per primi: con i migliori non possono misurarsi. La domanda, allora, è se dietro le parole ci sia qualcosa di concreto.
La risposta sta più a Roma che a Taranto. Tra il novembre 2024 e il giugno 2025, l’Athletica Vaticana ha portato il padel in quindici circoli della capitale con un percorso riservato a bambini e ragazzi nello spettro autistico: campi veri, racchette vere, famiglie a bordo campo. Con un calendario lungo mesi. È lì che si misura cosa intendono quando dicono che la loro medaglia è un’altra. Ed è la stessa idea che Leone XIV ha affidato alla spedizione salutandola: lo sport «non è spettacolo, ma prossimità; non è selezione, ma accompagnamento».
Il punto non è la rinuncia a competere. Peloni, prima di lavorare all’Osservatore Romano, ha rischiato di diventare un professionista del tennis; Morbidelli, che secondo la cronaca dei Giochi lavora come tecnico all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, corre e pedala da maratoneta. Sanno cosa sia la fatica agonistica e a cosa serve l’impegno: qui è indirizzato altrove, verso chi di solito resta a bordo campo.
Nella cattedrale di Taranto resta, per tutta la durata dei Giochi, la Croce degli sportivi, consegnata il 19 agosto all’arcivescovo Ciro Miniero. Un segno fermo, mentre gli altri corrono.
Link di approfondimento per il lettore: su Avvenire, come sono nati i Giochi del Mediterraneo e perché parlano di pace.
Che cos’è l’Athletica Vaticana
Nata nel 2019, è l’associazione sportiva ufficiale della Santa Sede, sotto il Dicastero per la Cultura e l’Educazione. Possono farne parte cittadini e dipendenti vaticani — impiegati, sanitari, giornalisti dell’Osservatore Romano — con uno spirito dichiaratamente amatoriale. Ai Giochi di Taranto (20ª edizione, dal 21 agosto al 3 settembre 2026, con 26 comitati e 3.854 atleti) partecipa in tre discipline.
Il Padel Autistic Tour
Tra il 23 novembre 2024 e il 14 giugno 2025, giornata del Giubileo dello sport, l’Athletica Vaticana e l’associazione «Siamo delfini, impariamo l’autismo» hanno organizzato quindici tappe di padel nei circoli di Roma, con protagonisti bambini e ragazzi nello spettro autistico e le loro famiglie. Segretario generale del padel vaticano è Fabrizio Peloni, in gara anche a Taranto.

Lascia un commento