Il presidente del Coni racconta la sua vita sportiva senza parlare di sacrifici. E indica negli oratori un luogo da sostenere.
Giovedì 8 ottobre Luciano Buonfiglio era ospite di «Storie di sport», la trasmissione di Athletica Vaticana su Radio Vaticana. Il presidente del Coni, 75 anni, ha pronunciato una frase semplice: «Sono stato atleta, allenatore e dirigente: mai ho parlato di sacrifici o di rinunce per praticare lo sport!». E ha aggiunto: «Ho fatto scelte per vivere la mia passione».
La parola sacrificio
Nello sport dei ragazzi il sacrificio è una parola di casa. La usano i genitori, pensando alle trasferte e alle quote d’iscrizione. La usano gli allenatori, quando vogliono far capire quanto costa migliorare. Lo fanno a fin di bene, per dare valore all’impegno. Ma chi parla di sacrifici, spesso, aspetta qualcosa in cambio. Un ragazzo che se lo sente ripetere può arrivare alla prima sconfitta convinto di avere un debito da saldare.
Lui parla di scelte. Una scelta si fa per sé e si può rivedere. La ragazza che preferisce l’allenamento a una festa sa perché lo fa. Se un giorno smette, ha cambiato strada e basta. Quattro adolescenti su dieci lasciano lo sport prima dei quindici anni, come raccontava questo sito a settembre: anche le parole degli adulti contano.
Buonfiglio sa di parlare da una posizione fortunata. «Noi che viviamo con lo sport, come lavoro, siamo persone privilegiate», riconosce. Per molte famiglie lo sport costa soldi, tempo, chilometri, e la fatica resta, comunque la si chiami. Cambiare parola aiuta a vedere di chi è quella fatica: del ragazzo che gioca. Ai grandi spetta stargli vicino.
Gli oratori
Nella stessa trasmissione Buonfiglio si è soffermato sugli oratori, un’esperienza «che andrebbe più sostenuta». Lì i più giovani possono diventare campioni nello sport ma «soprattutto nella vita». In oratorio si va perché c’è una partita e ci sono gli amici, si torna perché qualcuno ti aspetta. Anche chi apre il cancello ogni pomeriggio ha fatto una scelta, e la rinnova gratis. È quello che il presidente del Coni chiede di sostenere.
La scheda · Chi è Luciano Buonfiglio
Nato a Napoli, nel quartiere di Posillipo, il 15 novembre 1950, è cresciuto a Milano. Canoista, ha disputato i Giochi di Montréal 1976 nel K4 dei 1000 metri con Massimo Moriconi, Pier Duilio Puccetti e Andrea Salvietti: la barca italiana uscì ai ripescaggi, l’oro andò all’Unione Sovietica. In Nazionale conta 36 presenze e cinque Mondiali. Laureato in giurisprudenza, ha lavorato nel settore assicurativo e bancario. Dal 2005 al 2025 ha guidato la Federcanoa; dal 26 giugno 2025 è presidente del Coni.
In connessione con
«Storie di sport. Athletica Vaticana racconta», Radio Vaticana, puntata dell’8 ottobre 2026 con Luciano Buonfiglio, condotta da Giampaolo Mattei e Giancarlo La Vella.
Foto: CONI

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