Un tutor specializzato nelle prime classi e in duecento sezioni d’infanzia: l’Emilia-Romagna porta il movimento tra i più piccoli, inclusione compresa.
Per anni, nelle prime classi della scuola primaria, l’ora di movimento è dipesa dalla buona volontà dell’insegnante di classe. Con l’ultima edizione del progetto, nell’anno scolastico 2025/2026, in Emilia-Romagna la scena è cambiata: in quelle classi è entrato ogni settimana un tutor sportivo con diploma ISEF o laurea in Scienze motorie. Lo stesso passo è arrivato in circa duecento sezioni della scuola dell’infanzia. È «Scuola Attiva per l’Emilia-Romagna inclusiva», il progetto che si affianca al programma nazionale e copre così tutte le classi della primaria.
L’età conta più di quanto sembri. A cinque, sei anni un bambino impara a coordinarsi, a misurarsi, a stare in un gruppo: lo fa muovendosi, molto prima che arrivino i campionati e le classifiche. A quell’età il corpo è il primo maestro, e il gioco è già la lezione. È anche la stagione in cui prende forma il rapporto con il movimento, prima che la sedentarietà e gli schermi lo restringano. Mettere lì un educatore preparato vuol dire prendere sul serio quell’ora, invece di lasciarla al caso.
Il punto, però, sta nel come. Un’ora di attività la fanno in tanti; qui cambiano chi la guida e il modo in cui è pensata. I materiali del progetto prevedono adattamenti perché il bambino con disabilità o con bisogni educativi speciali giochi nella stessa ora e nello stesso gioco degli altri. L’inclusione, così, sta dentro l’attività: un campo dove ci si sta insieme, invece di un laboratorio a parte.
Ed è qui che l’inclusione si decide davvero. Costruita dall’inizio, dentro la stessa palestra, costa meno e dura di più di quella aggiunta in seguito, quando i gruppi si sono già formati e le distanze pure. Vale anche per il resto: la coordinazione, la fiducia nel proprio corpo, l’abitudine a rialzarsi dopo un errore si imparano meglio a sei anni che a sedici. La qualità di un sistema sportivo si misura da come tratta un bambino piccolo, prima ancora che un campione. L’Emilia-Romagna ha scelto di partire da lì, e i numeri restano in crescita.
Scheda — I numeri (a.s. 2024/2025, Emilia-Romagna)
- 383 scuole primarie coinvolte, 3.661 classi, 73.220 alunni.
- 224 tutor sportivi contrattualizzati, 175 comuni.
- Nell’edizione 2025/2026 il progetto si estende a circa 200 sezioni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia.
- Come funziona: tutor nelle classi prime (progetto regionale) e nelle seconde e terze (Scuola Attiva Kids nazionale); insegnante di Educazione motoria in quarta e quinta.
- Promosso da Regione Emilia-Romagna e Sport e Salute con l’Ufficio Scolastico Regionale, grazie a fondi europei regionali. Info: sportesalute.eu

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