Uno sport considerato “da bar” che nelle aule funziona meglio di tanti richiami all’attenzione. Il perché lo spiega chi lo insegna ai ragazzi.
Sara Iannini, tra le azzurre al Mondiale femminile in corso a Roma, insegna biliardo nelle scuole. Racconta una scena che si ripete: davanti al tavolo i ragazzi si concentrano. «A volte basta anche solo un piccolo risultato positivo per coinvolgerli e vederli poggiare lo smartphone», dice.
Il gioco chiede quello che le loro giornate allenano poco: stare fermi, aspettare il turno, preparare un colpo e portarlo a termine. Ogni tiro dà un risultato immediato e verificabile, e chiede subito pazienza. L’attenzione cresce proprio così, con piccoli traguardi da guadagnare uno alla volta, lontano dalla gratificazione continua di uno schermo.
Nel progetto «Biliardo & Scuola» la disciplina serve anche a far ragionare: calcolare un angolo, prevedere l’effetto di un colpo, pensare la mossa prima di eseguirla. È un piccolo esercizio di causa ed effetto, prezioso per chi cresce nell’abitudine alla risposta istantanea.
Alla televisione offre poco; a una classe, molto.
Scheda — Il Mondiale di Roma
- WPA Women’s 10-Ball World Championship, al Rome Cavalieri – Waldorf Astoria di Roma, dal 31 luglio al 6 agosto 2026.
- 64 giocatrici da 21 nazioni, montepremi di 200.000 dollari. Ingresso gratuito.
- Tre azzurre in gara: Sara Iannini, Cristina Moscetti e Silvia Gaudino.
- In programma anche il Wheelchair Open: fra i partecipanti Stefano Di Blasio, impegnato nella promozione del biliardo come strumento di inclusione e riabilitazione con la Fondazione Santa Lucia di Roma.
Il progetto: «Biliardo & Scuola»
Il progetto scuola citato da Iannini è «Biliardo & Scuola», promosso dalla Federazione Italiana Biliardo Sportivo (FIBiS) con i comitati regionali del CONI, per portare il biliardo nelle classi come attività didattica e sportiva. Informazioni: fibis.it/fibiscuola-juniores

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