sistema sportivo italiano
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La firma che tiene aperto il campo
Dietro un adempimento fiscale c’è una domanda più grande: quale sport scegliamo di far vivere.
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Il Coni si finanzia a numeri estratti
Dal 28 settembre lo Stato invita ogni sera i cittadini a tentare la sorte per pagare la preparazione olimpica. Il Totocalcio chiedeva di pronosticare partite vere: questa estrazione parla soltanto di sé stessa.
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Dal podio alla scrivania
Un nuovo master a Genova forma i mestieri dietro lo sport. Le atlete vincono sul podio, ma in dirigenza restano poche: una piramide larga alla base, strettissima in cima.
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Un solo azzurro in campo
In Serie A i titolari italiani sono meno di un terzo. Il talento c’è: manca il tempo per farlo crescere.
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La casella giusta
Una firma, un codice fiscale: ogni anno il 5×1000 rivela dove vanno davvero la fiducia delle persone. E la classifica racconta uno sport che non finisce mai in prima pagina.
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Ripartire dal cortile
Il Nord in vetta all’indice di sportività, il Sud in coda: la mappa dello sport ripete quella della ricchezza. Ma qualcosa si muove, e parte dai playground e dagli oratori delle periferie.
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Due volte primi
Per la prima volta nella storia, sia la nazionale maschile sia quella femminile di pallavolo sono al primo posto del ranking mondiale. Insieme.
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Contenitori vuoti
In Italia 1 su 4 smette di fare sport prima dei quattordici anni. Le palestre crescono, i ragazzi le lasciano. Il paradosso di un sistema che investe in strutture ma dimentica la relazione educativa.
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Comma 7
Nell’art. 33 della Costituzione italiana, si riconosce il valore educativo dell’attività sportiva. Educare con lo sport è importante, educare lo spirito sportivo è necessario.
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Prima della Corea
L’Italia guida il ranking mondiale del taekwondo con 80,5 punti su 100, davanti alla Corea del Sud. Un sistema silenzioso che funziona: olimpici, paralimpici, 40mila tesserati.