Vivo lo sport

siamo vivi? siamo sportivi

quando eravamo invincibili

La finale che finì in riva al mare

Un romanzo riporta in campo l’Olimpia San Sepolcro che dal campo di sabbia del quartiere Ciano arrivò alle finali nazionali Csi del 1963, a Rimini.

Il 25 agosto è uscito per Einaudi Ragazzi «Quando eravamo invincibili», romanzo di Leili Maria Kalamian e Matteo Eremo. Dentro c’è una squadra vera: l’Olimpia San Sepolcro, quartiere Ciano, Piacenza. Nella stagione 1962-63 quei ragazzi scalarono la classifica fino alle finali nazionali del campionato Csi, a Rimini. Giocavano su un campo di sabbia, qualcuno con le scarpe bucate. A Rimini videro il mare per la prima volta, e per la prima volta dormirono lontano dai genitori.

L’allenatore Mario Lovattini raccontò anni dopo che quell’incontro con l’acqua rivoluzionò i sogni e le priorità dei ragazzi. Ed è proprio quel dettaglio che rovescia il senso abituale di una finale. Una squadra arriva in fondo a un campionato nazionale e la cosa che le resta è il mare. Succede perché per quei ragazzi la trasferta era l’unico viaggio disponibile: il quartiere, la scuola lasciata presto per andare a lavorare, la fabbrica lì accanto. Il torneo li portò fuori. Il pallone fu il mezzo di trasporto.

Sessant’anni dopo le condizioni si sono capovolte. I campi hanno il fondo sintetico, gli spogliatoi l’acqua calda, le trasferte un pullman prenotato e un modulo firmato dai genitori. Eppure la fascia d’età che allora arrivava a Rimini con le scarpe di fortuna è quella che oggi lascia lo sport per prima. Il confronto va maneggiato con prudenza: un campo di sabbia e un paio di scarpe rotte restano quello che erano, e i ragazzi che chiudevano la scuola a quattordici anni per portare a casa uno stipendio stavano peggio di quelli di adesso. Alle strutture nuove manca semmai un’altra cosa: qualcuno che resti lì abbastanza a lungo da accorgersi di chi ha davanti.

Lovattini restava. Nel suo archivio, che Eremo ha consultato per scrivere il libro, accanto alle cronache delle partite ci sono disegni e caricature dei suoi giocatori. Uno per uno, riconoscibili. Un allenatore che passa le sere a disegnare le facce dei ragazzi che allena ha già deciso che lavoro sta facendo, lo stesso mestiere che negli stessi anni, su un campo da tennis di Formia, un altro maestro stava inventando da capo.

È il punto su cui il romanzo lavora meglio, e la ragione per cui riguarda anche chi oggi apre il cancello di un campo alle sei del pomeriggio. Il campo di sabbia non educava nessuno: educava chi ci stava sopra, e il modo in cui ci stava. Il mare, a Rimini, arrivò in aggiunta.

Prima del libro, il documentario

La storia dell’Olimpia San Sepolcro è tornata a circolare grazie a «Il paese nella città», documentario girato nel 2012 dal fotografo Claudio Rancati con il regista Davide Calda, sulle ricerche storiche di Silvano Tinelli e il soggetto di Simona Fornari. È un affresco del quartiere Ciano e contiene un’intervista a Mario Lovattini, morto un anno prima. Rancati fece vedere il documentario a Leili Maria Kalamian: da lì è nato il romanzo. Matteo Eremo ha poi cercato le tracce della vicenda tra giornali e archivi, compreso quello dello stesso Lovattini e ha trovato i testimoni ancora in circolazione.

La scheda

Titolo: Quando eravamo invincibili
Autori: Leili Maria Kalamian, Matteo Eremo
Editore: Einaudi Ragazzi
Collana: Varia
Anno: 2026
Pagine: 248
ISBN: 9788866569220
Prezzo: 13,90 euro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *