Morto a 88 anni lo storico dirigente del Csi: presidente a Reggio Emilia dal 1976 al 2018, poi in Emilia-Romagna e negli organismi nazionali.
Giuseppe Vaccari è morto venerdì 25 settembre, a 88 anni. Era stato eletto presidente del comitato di Reggio Emilia del Centro Sportivo Italiano nel 1976 e ha lasciato l’incarico nel 2018. Poi la presidenza del comitato regionale dell’Emilia-Romagna, il consiglio nazionale, la presidenza nazionale di cui è stato membro, e infine la presidenza onoraria a Reggio.
Quarantadue anni in un comitato sono quarantadue stagioni. Un comitato territoriale del Csi manda in campo bambini di sei anni e uomini di cinquanta, squadre di oratorio e di quartiere: a Reggio le discipline sono una ventina, dal calcio ai giochi da tavolo. Vuol dire iscrizioni da chiudere, arbitri da formare, palestre da trovare, dirigenti da convincere. E ogni anno si ricomincia da capo. Alessandro Munarini, che oggi guida il comitato reggiano, ha riassunto il lavoro di Vaccari in una frase semplice: la voglia di far incontrare le persone attraverso un’attività sportiva organizzata «con serietà e professionalità».
La parte più conosciuta è il Torneo della Montagna, il torneo estivo di calcio dell’Appennino reggiano, settantacinque anni di vita, che il comitato organizza ancora. Vaccari diceva che serviva a ripopolare la montagna, e non era una formula: per decenni paesi da poche centinaia di abitanti hanno avuto una squadra propria, un campo da rimettere in ordine prima di giugno, ragazzi emigrati in città che tornavano a giocare dove erano nati. E a luglio, in quei paesi dell’Appennino, tanta è la gente per le strade.
Ma il torneo è una parte. Il resto sono le domeniche ordinarie, quelle che non finiscono sui giornali: i campionati giovanili che cominciano in autunno e si chiudono in primavera, le finali regionali, i tornei per adulti, le partite giocate in palestre di periferia davanti a venti genitori. È lì che un comitato si vede per quello che è.
Quando Munarini è stato eletto presidente del comitato, Vaccari non lo ha chiamato per spiegargli come si fa, pur avendone tutta la competenza. Lo chiamava per incoraggiarlo e per ripetergli di non dimenticare gli ultimi.
A giugno, tre mesi prima di morire, Vaccari aveva ricevuto ospiti nella sua casa in montagna. C’erano amici e sindaci, e c’era Vittorio Bosio, presidente nazionale del Csi, che lo aveva conosciuto quando era alla guida del comitato di Bergamo. Bosio ha detto di avere imparato da lui molte cose sulla conduzione di un comitato: un presidente di un’altra provincia, che con Vaccari non condivideva un campionato, ma l’idea che lo sport dei ragazzi sia un lavoro educativo e vada trattato come tale.
La scheda · Il torneo della Montagna, in breve
Nell’edizione 2025, la numero 73, le società iscritte erano quindici, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a sedici. Il bacino di reclutamento dei giocatori copre i comuni dell’Appennino e alcuni della prima fascia, tra cui Casalgrande e Bibbiano, e il regolamento esclude gli atleti tesserati con società professionistiche nella stagione in corso. Nel 2022, per i settant’anni, il regista Chicco Salimbeni ha dedicato al torneo e a Vaccari un video-documentario.

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