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W il campione… ma anche no, grazie

Lo sport è connaturale alla vita. Questa è una realtà complessa e certo lo è anche lo sport. Sono molti i fattori che possono intervenire, durante una competizione, a determinare il successo del vincitore.

Il campione non vince sempre, anche se ai media piacerebbe cavalcare in forma permanente l’onda della popolarità, tra performance sportiva e gossip. È purtroppo normale che l’interesse del pubblico resti comunque sul campione, sul famoso, che vinca o che perda, che stia bene o che stia male. Il circolo è di quelli potenzialmente viziosi. I media evidenziano il campione per compiacere al pubblico che, d’altra parte, si appassiona a quanto viene offerto dai media.

Il vincitore estemporaneo ha meritato pienamente il suo successo ed è importante che faccia notizia. In altre circostanze, magari, problemi e imprevisti lo avevano penalizzato, favorendo di contro il blasonato campione. Il dovere di una cronaca equilibrata e obiettiva, non dovrebbe mai perdersi dietro i social dei famosi.

Ma se non succedesse nulla di particolare, vincerebbe sempre il solito campione? No. Succede sempre qualcosa di particolare, anche se le qualità personali, la tecnica, la preparazione e quant’altro sia stabilmente proprio del campione (e in forma minore retaggio degli altri concorrenti), sono certamente fattori molto importanti.

Lo sport, infine, andrebbe maggiormente rispettato, favorendo comprensioni e priorità. La caduta fa male a tutti, non solo al campione. Imparare a rialzarsi è importante che divenga un insegnamento decisivo, avvertito come proprio anche dal pubblico, come risorsa da spendere nella propria vita.

L’eroico e commovente recupero fisico del campione, celebrato e paparazzato, potrebbe togliere efficacia alla forza educativa dello sport. Il campione è il più bello, il più forte e il più sano… nessuna di queste affermazioni è vera, ma l’onda mediatica può condurre in quella direzione.

Il resto (ciò che è successo quando il campione non era in gara o in buone condizioni) non è solo cronaca di una gara con minor interesse da parte del grande pubblico.

È la storia bellissima di una realtà complessa, dove vincere non è scontato e dove sarebbe opportuno imparare a scorgere, sempre più, la forza essenziale del limite.

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