discarica

SPORT E DISCARICHE. Quando il denaro pubblico viene buttato via.

Per promuovere lo sport ci vogliono i soldi. Vero. Sempre meglio averne anziché no. Ma non è sufficiente. Parafrasando un celebre detto popolare si potrebbe affermare che “i soldi non fanno la sportività”

Soprattutto il denaro incide poco, a favore della pratica sportiva, quando è speso male. Ovviamente. Se poi si tratta di fondi pubblici che, a conti fatti, vanno a beneficio di enti privati, si arriva al punto in cui lo sport non c’entra proprio niente.

Dei postumi dei giochi olimpici invernali si continua a parlare. Il governo deve affrontare una spesa extra di almeno 300 milioni di euro, richiesti dalle società private che, per una ragione o per l’altra, si ritrovano a vantare crediti. Nell’impianto milanese Palaitalia (ora Unipol Dome), terminato l’agonismo su ghiaccio si tengono lucrosi concerti. Guadagni a beneficio di privati, che chiedono pure l’indennizzo di 47 milioni di euro per mancati incassi durante svolgimento dei Giochi. Analogo pasticcio economico per l’ex villaggio olimpico, con appartamenti destinati a studenti universitari con quote di affitto lievitate, fronte ad extracosti che il comune dovrà sostenere.

A Cortina la funivia che ancora non c’è, costerà 13 milioni in più, sempre che una ulteriore frana non la renda definitivamente un fantasma. Al coro che reclama indennizzi e pagamenti si è aggiunta anche la Svizzera, con 2,8 milioni di euro per i costi di viabilità collegati alle gare olimpiche di Livigno.

Terminate le olimpiadi invernali, sport poco, debiti molti, denaro sprecato: troppo.

È anche possibile vanificare spese fatte per attività sportive, con lavori conclusi ma non operativi. Magari realizzati nel posto sbagliato (poco accessibile agli utenti), ma comunque potenzialmente utilizzabili (almeno provarci). Così a Bonagia (Palermo) lo skatepark resta chiuso e chi scavalca le reti per giocare viene allontanato dai vigili urbani. Si tratta di un campo sportivo di 870 metri quadrati, il più grande del Sud Italia, finanziato con un milione di euro del bando “Sport e periferie”, invaso da erbaccia e rifiuti, chiuso con catenaccio ai cancelli. Inaugurato da mesi, resta in attesa di un futuro migliore. Forse associazioni sportive locali lo avrebbero potuto gestire, ma non sono state autorizzate.

È davvero triste che il denaro pubblico (non solo nelle periferie), invece di dare vita a campi sportivi, produca voragini amministrative e discariche abusive.

Leggi anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *