In dieci anni le italiane che praticano sport hanno guadagnato quasi otto punti percentuali. Il divario di genere nella pratica sportiva si è quasi dimezzato in trent’anni.
Quarantasette virgola quattro. È la percentuale delle donne italiane che, tra chi pratica sport, sceglie ginnastica, aerobica, fitness, cultura fisica. Dieci anni fa era il 39,5 per cento. Quasi otto punti in più, conquistati uno alla volta, mattina dopo mattina, prima di portare i figli a scuola o dopo una giornata di lavoro.
I dati Istat 2024 fotografano qualcosa che chi frequenta le palestre italiane conosce già: le donne hanno scoperto lo sport con una determinazione che sorprende. Come scelta consapevole. Come risposta a qualcosa di necessario. Lo racconta anche la traiettoria di lungo periodo: il divario tra uomini e donne nella pratica sportiva era di 17 punti percentuali nel 1995. Oggi è sceso a 11,6. Trent’anni di avvicinamento, lento e costante, che i numeri rendono finalmente visibile.
Dall’altra parte, tra gli sportivi italiani, il calcio maschile segna una traiettoria opposta: era il 39,7 per cento nel 2006, oggi è al 34,4. Oltre cinque punti lasciati sul campo. Lo sport del “sesso forte” si fa più plurale, meno legato all’unica tradizione che per generazioni ha rappresentato il movimento maschile per eccellenza. È una trasformazione, e le trasformazioni aprono spazi nuovi.
A guardare i numeri complessivi — quelli che mescolano uomini e donne nello stesso calderone — la ginnastica e il fitness hanno superato il calcio come sport più praticato in Italia: 33,1 per cento degli sportivi contro il 20,3 per cento del pallone. Era il 25,2 per cento contro il 25,7 nel 2015. In meno di dieci anni le posizioni si sono capovolte. Senza che nessuno lo annunciasse.
Quello che questi numeri raccontano, più di ogni commento, è che lo sport ha allargato la sua famiglia. Le donne hanno fatto di più che adottare abitudini sportive: le hanno reinterpretate, portando dentro le palestre e i parchi un’idea di movimento come cura di sé, come tempo sottratto alla frenesia per tornare al corpo, alla respirazione, alla propria misura.
Chi crede nello sport educativo lo sa: quando una persona trova il gesto giusto per sé, lo difende, lo coltiva. Lo trasforma in fedeltà.
Fonte: Istat, “La pratica sportiva in Italia – Anno 2024” (giugno 2025)

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