A Marano di Napoli giocano a basket senza canestro. Tre milioni di visualizzazioni, ma la frase che conta è di Francesco, 14 anni: «L’importante è stare insieme».
A Marano di Napoli il campetto di piazza Libera ha il tabellone. Il canestro non c’è. I ragazzi giocano lo stesso, e si sono dati una regola: per segnare bisogna colpire la parte interna del quadrato nero.
Francesco ha quattordici anni ed è l’unico del gruppo tesserato in una società sportiva. Il basket lo ha insegnato lui agli altri, lì, senza ferro. Marano è il Comune italiano sciolto più volte per infiltrazioni mafiose, cinque dal 1991, l’ultima lo scorso settembre. Il campetto più vicino con il canestro è al Vomero: mezz’ora in auto o con i mezzi.
Il video di quei ragazzi che mirano al canestro immaginario ha raggiunto tre milioni di visualizzazioni. Si sono fatti avanti l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò, l’ex cestista Andrea Bargnani, la Federazione di pallacanestro. Il Comune ha annunciato lavori da 200 mila euro, al via il 10 giugno.
Francesco ha spiegato: «Per noi i punti non contano: l’importante è stare insieme e divertirci». Poi ha aggiunto che al gruppo le regole del basket le ha insegnate lui, là, senza ferro.
Il canestro arriverà tra novanta giorni. Loro giocano adesso.
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