Medaglia d’oro italiana ai mondiali di Vela Nacra 17. Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei. Baia di Quiberon (2026. Francia). Certamente attività sportiva meno praticata rispetto al calcio e al tennis, ma siamo campioni del mondo.
Di conseguenza potremmo essere fieri e almeno un po’ curiosi. Lo sport è una realtà molto vasta, che ha tanto da insegnare.
Cos’è il Nacra 17
Il Nacra 17 è un catamarano da regata ad alte prestazioni, progettato per la vela olimpica mista (equipaggio uomo-donna). È considerata una delle classi più spettacolari della vela moderna. Velocità elevate ed effetto “volare”, dato dai “pattini” che scorrono sott’acqua (foil).
Non è certo un windsurf ma nemmeno così grande da inibire particolari sensazioni immediate a chi lo pratica.
Tipo: catamarano sportivo a due scafi
Equipaggio: 2 persone (classe olimpica mista)
Lunghezza: circa 5,25 m
Larghezza: circa 2,6 m
Peso: circa 141 kg
Albero: circa 9 m
Vele: randa, fiocco, gennaker/spinnaker asimmetrico.
Parrebbe una via di mezzo tra navigare e volare. Il fatto di essere in due a condurre, apre una interessante serie di connessioni. Intanto vi è la sensazione immediata di relazione con l’acqua e il vento. L’attrezzo non allontana dagli elementi in cui ci si muove. La dedizione personale è “plurale” per rapporto a quanto accade sulla barca, vi sono più cose da fare e tutte impegnative.
Volare insieme: l’arte della sintonia
Soprattutto vi è la coordinazione tra i due dell’equipaggio, chiaramente determinante. Ciascuno ha il 50% di responsabilità quanto alla buona esecuzione di una manovra. Ogni piccolo errore si sente immediatamente. Peso non in linea, regolazione tardiva, il Nacra reagisce subito: rallenta, si scompone, si impenna…
Sintonia dei corpi e degli elementi. Gambe in tensione, mani sempre attive, occhi fissi sul vento e sulle onde, comunicazione costante con il compagno di equipaggio.
Se tutto trova armonia ed equilibrio ci si dovrebbe sentire come un fantastico essere alato, che cavalca il mare, in simbiotica connessione con un altro essere di analoga specie. Entrambi in sapiente e istintuale percezione di materiali docili.
Come fai a non volere bene al vento e al mare, vivendo una situazione del genere? Soprattutto come fai a non stimare ed apprezzare “l’altro”. Quella persona che insieme a te respira e agisce, scruta e ragiona, interagisce con gli elementi naturali e i materiali, mentre, istintivamente, desidera la vittoria. Frutto di armonia e determinazione, di relazione e rispetto, sarà una vittoria assicurata. Sarà, come per i nostri campioni, una vittoria mondiale, una medaglia d’oro. Ma sarà soprattutto crescita e maturazione. Un allenamento, non solo fisico e mentale; una esercitazione olistica, che rende le persone migliori. Quando vincere significa migliorare, lo sport che è in noi si sta manifestando bene.
Senza disturbare, idealmente, prendiamo posto sul Nacra 17 e ci godiamo il vento, il mare e, grazie ai nostri campioni, anche la medaglia d’oro.

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