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servizio civile universale

Il dono di un anno

Dodici mesi, venticinque ore a settimana, 519 euro al mese. Servizio civile nelle società sportive di base per 52 giovani.

A marzo la società Pesistica toscana di Vernio, in Val Bisenzio, cercava quattro giovani tra i 18 e i 28 anni. L’impegno era di venticinque ore a settimana per dodici mesi, con un assegno mensile di 519 euro: il servizio civile universale. Il presidente, Fabio Ciani, calcolava che quelle forze in più avrebbero favorito uno sviluppo importante per la società.

Ciani e il suo gruppo di istruttori gestiscono una palestra in località Le Confina dal 2015. Nell’estate del 2024 avevano raggiunto trecento tesserati, arrivati da tutta la valle, fino a Montepiano. Accanto alla sala pesi ci sono il pugilato, il karate e il pilates. «Una scommessa vinta», la definiva Ciani: «D’altronde noi siamo gente abituata a lavorare in palestra».

Da questo mese di settembre i quattro collaboratori sono operativi. Fanno parte di un gruppo di 52 giovani del servizio civile, impiegati in dodici realtà sportive di sei regioni: dalla Puglia all’Emilia-Romagna. Nell’ambito di cinque progetti costruiti insieme alla Focsiv (federazione ispirata a valori cristiani). Prima di raggiungere le sedi operative hanno svolto quattro giorni di formazione suddivisi tra Catania, Roma e Barzio (sono stati in formazione dal 18 al 21 settembre, divisi fra Roma, Catania e Barzio (Lecco).

Ospitare i volontari del servizio civile è ormai un’abitudine presso il Centro olimpico del tennistavolo di Senigallia (Marche). Operano in un impianto di settecento metri quadrati, costruito nel 1985 da una società nata nel 1955, che ha raccolto oltre sessanta titoli italiani nelle varie categorie. Già nel 2021 il suo progetto per i volontari era alla quinta edizione. Giornata tipo per il servizio: mattina nelle scuole, al pomeriggio i corsi per ragazzi e veterani, d’estate i campi estivi; ogni giorno la cura dell’impianto. Certamente utile, per gli aspiranti operatori, una certa familiarità con le attività sportive.

Altrove il lavoro esce dai terreni di gioco. A Lecce e a Ostuni i volontari promuovono il movimento contro la sedentarietà. A Bari, Acireale e Messina organizzano il doposcuola, gestiscono biblioteche, animano laboratori di gioco e di giornalismo, dentro progetti contro la povertà educativa. A Catania si lavora con i ragazzi a rischio di abbandono scolastico, a Firenze e a Pisa l’attenzione è rivolta a favorire occasioni di incontro tra generazioni diverse (bambini e anziani) e le persone con disabilità.

Giovani presenze che possono aumentare la qualità di un servizio. Dall’animo sportivo giunge un sostegno a fragilità e disagi, costruendo una società civile più umana e generosa.

La scheda · Il servizio civile in breve

Il servizio civile nasce nel 1972 come alternativa alla leva per gli obiettori di coscienza. Nel 2001 diventa volontario e aperto anche alle ragazze, e dal 2017 si chiama servizio civile universale. Possono candidarsi i giovani tra i 18 e i 28 anni. Il servizio dura in genere dodici mesi, con un assegno mensile di 519,47 euro. Il bando 2026 offriva 66.073 posti e ha ricevuto 157.998 domande, con un’età media dei candidati di 23 anni. Il settore più scelto è stato quello dell’educazione e della promozione culturale, con il 42 per cento delle preferenze.

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