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Rione Lucania, due anni di attesa

Una concessione scaduta e un bando di cui si attendono notizie tengono fermi da due stagioni i campi di un quartiere di Potenza.

Accanto alla palestra Caizzo, in Rione Lucania, l’erba cresce nelle crepe e la recinzione arrugginisce. I campi da tennis che stanno lì hanno ospitato corsi e iniziative legate anche alla Federazione Italiana Tennis. Poi la concessione è scaduta, circa due anni fa, e di un nuovo bando non si hanno ancora notizie certe. La questione è stata sollevata da un consigliere del Comitato di Potenza del Centro Sportivo Italiano che ha chiesto conto al sindaco e all’assessore allo Sport allargando il discorso agli altri quartieri.

Due stagioni sportive sono passate dentro questa attesa: è il tempo che separa un ragazzo di dodici anni dai quattordici, la fascia in cui gli abbandoni cominciano a moltiplicarsi; ed è anche il tempo in cui il tennis italiano ha conosciuto la sua stagione di maggiore popolarità.

Quando si parla di accesso allo sport si pensa quasi sempre ai soldi: la quota, le scarpe, la visita medica. Conta però anche la distanza. Se il campo è sotto casa, un ragazzo ci va a piedi da solo, anche mentre i genitori sono al lavoro; se è dall’altra parte della città, serve un adulto che a quell’ora abbia l’auto e il tempo. Per questo le società di quartiere sono preziose, e per lo stesso motivo sono fragili.

Va detta anche l’altra parte. Riaprire e mantenere un impianto costa, e un Comune con i conti stretti sceglie che cosa tenere acceso. Il palazzetto ha una società che lo difende, un campionato, una cronaca il lunedì. Due campi di quartiere hanno la ruggine, e restano negli elenchi comunali come impianti esistenti.

La scheda · Il Mezzogiorno degli impianti

Il rapporto L’offerta di impianti e servizi sportivi nelle regioni italiane, curato da Svimez, Uisp e Sport e Salute e presentato nel novembre 2023, colloca al Nord il 52 per cento degli impianti sportivi italiani, al Mezzogiorno il 26, al Centro il 22. In Basilicata l’82 per cento degli studenti della scuola secondaria di secondo grado, circa ventiduemila ragazzi, frequenta istituti privi di palestra. Nel Mezzogiorno quasi la metà dei residenti risultava estranea a ogni attività sportiva, contro il 30 per cento del Centro-Nord. Un impianto su cinque in Italia non è fruibile da persone con disabilità; al Sud la quota sale al 27,5 per cento.

La scheda · Quando si smette

Secondo l’elaborazione di The European House Ambrosetti su dati Istat, presentata nel giugno 2026 allo Sport Business Forum di Treviso, l’abbandono dell’attività sportiva comincia oggi a undici anni, mentre in passato si collocava intorno ai sedici. Pratica sport il 75 per cento dei ragazzi fra gli 11 e i 14 anni, il 66 per cento fra i 15 e i 17, il 56 per cento fra i 18 e i 19. Le quote di abbandono salgono in parallelo: 9, 16 e 28 per cento.

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