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Il cantiere fermo di San Nicolò

Al campo Dino Besso di Teramo il progetto esecutivo è depositato e la gestione resta al Csi. Per aprire il cantiere serve la risposta del Comune.

Il 16 settembre il Tar Abruzzo ha sospeso in via cautelare il provvedimento adottato dal Comune di Teramo il 9 luglio sulla gestione del campo Dino Besso, a San Nicolò. Per ora l’impianto resta al Centro Sportivo Italiano, che lo gestisce; l’udienza di merito è fissata al 12 maggio 2027. Vincenzo Montani, presidente del comitato territoriale, dice che il progetto esecutivo è stato presentato e gli adempimenti completati: «I lavori possono iniziare anche tra qualche settimana. Dipende soltanto dal Comune, se ci darà l’ok per poter partire».

Nella sua ordinanza il Tar ha messo sulla bilancia un elemento molto concreto: l’esecuzione immediata dell’atto comunale rischiava di far perdere un finanziamento destinato a realizzare strutture sportive. Chi ha lavorato in una società sportiva sa cosa significa. I soldi per gli impianti arrivano da bandi, i bandi hanno scadenze, e una rendicontazione fuori tempo trasforma una palestra promessa in una pratica chiusa. Il contenzioso amministrativo si misura in mesi, il finanziamento in date.

Intanto la stagione è cominciata. Le iscrizioni si raccolgono a settembre, gli orari degli allenamenti si incastrano tra scuola e cena, e un ragazzo che trova il campo sotto casa in attesa si sposta dove c’è posto, a patto che qualcuno lo accompagni. Chi resta senza passaggio aspetta l’anno prossimo, oppure lascia perdere. Di questo passaggio, negli atti, non c’è traccia.

La stessa associazione, a pochi chilometri di distanza, si muove su un terreno più liscio. Il Molinari-Malatesta è stato rinnovato in automatico per altri dieci anni, e a Penna Sant’Andrea il comitato continua a occuparsi di tre complessi sportivi. Stesso ente, stessa provincia, stessi volontari: dove il rapporto con l’amministrazione è regolato da una clausola che scatta da sola, l’attività prosegue e i lavori si programmano; dove c’è una controversia aperta, tutto si ferma a metà. La qualità della gestione, in questi casi, conta meno della qualità dell’accordo che la regge.

Montani tiene la vicenda lontana dal registro personale. Ricorda le interrogazioni ripetute nei question time e la scelta del consiglio di non replicare in pubblico, e precisa che la questione riguarda il Csi e l’amministrazione, non lui e il sindaco Gianguido D’Alberto. È una cautela che dice qualcosa sul mestiere di chi dirige una realtà associativa: dopo il 12 maggio 2027 si dovrà comunque tornare allo stesso tavolo, con gli stessi interlocutori, per gli altri impianti e per i prossimi bandi. Anche questo fa parte dell’organizzazione, quanto il progetto esecutivo.

Sabato 26 settembre, alle 18, il comitato presenta la stagione al Santuario di San Gabriele. Il titolo della convention è “NOI CSIamo”, e sul palco ci saranno i numeri buoni: 204 società affiliate, 22.500 tesserati, il primo posto nazionale nel Bando Oratori 2025, che porterà attività sportiva nelle parrocchie insieme a un lavoro sull’uso consapevole dei videogiochi. A San Nicolò, nel frattempo, il campo aspetta una firma.

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