In Brianza una corsa ciclistica in calendario da ventisei anni è stata annullata perché mancavano gli addetti alla sicurezza del percorso.
A Misinto la gara che apriva la festa del paese è stata cancellata una settimana prima della data, dopo ventisei edizioni. Lungo il tracciato servivano sessanta addetti alla segnalazione e a dieci giorni dalla partenza ne risultavano venticinque in meno: il presidente della società organizzatrice, Luciano Montini, ha spiegato al “Notiziario” che correre quel rischio non era possibile. Con la corsa si è fermata anche l’assegnazione del titolo brianteo del Centro Sportivo Italiano, rientrato in calendario quest’anno dopo alcune stagioni di assenza.
Chi manda avanti una società dilettantistica conosce bene quel tipo di conto che non si chiude e lo incontra anche quando serve una persona che apra il campo alle otto di mattina e non si trova. Le liste di chi dà una mano si accorciano di stagione in stagione e, siccome non compaiono in alcun bilancio, il fenomeno diventa visibile solo nel momento in cui qualcosa non si può più fare.
Nello stesso tempo è aumentata la competenza richiesta per farlo. All’incrocio non può stare chi si offre la mattina stessa: per le corse su strada la normativa chiede addetti maggiorenni, con patente valida, formati e abilitati dopo un corso con esame, e requisiti analoghi valgono, fra le altre cose, per il primo soccorso e per gli adempimenti amministrativi di una società. Il volontariato sportivo ha preso la forma di un mestiere con requisiti da professionista e nessuno stipendio e, trovare dieci persone così, costa molta più fatica che trovarne dieci disposte a esserci.
Qui la questione diventa educativa prima che organizzativa. I ragazzi delle categorie giovanili capiscono cosa significhi fare qualcosa gratuitamente guardando adulti fermi a un bordo d’asfalto perché loro possano gareggiare, e quando quegli adulti non si trovano imparano il rovescio: la gara è un servizio che qualcun altro fornisce e, se non arriva, si resta a casa.
La società brianzola ha fatto sapere che riproverà l’anno prossimo cominciando a cercare le persone in primavera. Sei mesi di ricerca per una mattinata di corse dicono come è cambiato il lavoro di chi organizza nello sport di base.
La scheda · Un milione di volontari in meno
Il censimento permanente delle istituzioni non profit dell’Istat, i cui risultati sono stati presentati nel maggio 2023, ha contato in Italia 4,661 milioni di volontari attivi, contro i 5,5 milioni del censimento precedente riferito al 2015: circa 839 mila persone in meno, un calo intorno al 15 per cento, su oltre 363 mila organizzazioni censite. Il dato pesa sullo sport, che da solo rappresenta il 32,9 per cento delle istituzioni non profit italiane e resta il settore con il maggiore squilibrio fra uomini e donne nella partecipazione volontaria, 74,3 contro 25,7 per cento. La pandemia ha accelerato la caduta, ma la direzione era già quella.
La scheda · Cosa si doveva assegnare quella domenica
La corsa era in programma domenica 4 ottobre a Misinto, in provincia di Monza e Brianza, come ventisettesimo Trofeo Comune di Misinto, e non era un appuntamento qualsiasi del calendario amatoriale. Quel giorno si assegnava il titolo di campione brianteo su strada del Centro Sportivo Italiano, riservato ai tesserati delle province di Milano, Monza e Brianza, Lecco e Como e rimesso in calendario quest’anno dopo alcune stagioni di assenza: la maglia del vincitore era già stata presentata ufficialmente. La gara chiudeva inoltre il circuito amatoriale lombardo di cui fa parte da anni, il Giro di Lombardia System Cars. (fonte: Amatori Lombardia)

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