Sabato e domenica due pomeriggi di sport negli spazi della parrocchia del Sacro Cuore. Gratuito, per ragazzi dai 6 ai 18 anni, con le merende affidate al bar e al forno di via Pellegrini.
La prima “Campestre al Campasso” si corre sabato 26 e domenica 27 settembre negli spazi della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, in via Antonio Pellegrini. Sabato dalle 16 alle 19 torneo di calcio quattro contro quattro a squadre miste, arti marziali, parkour, percorsi motori; domenica dalle 16 la corsa per ragazzi dai 6 ai 18 anni divisa per fasce d’età, poi premiazioni, merenda e musica. Promuovono il Municipio II Centro Ovest, il Csi Liguria, MySport&Go e il comitato di quartiere; le gare le gestisce Sport and Go. Ingresso e iscrizione gratuiti, aperti ai ragazzi di tutta la città.
Nel regolamento del torneo c’è una riga che vale una dichiarazione d’intenti: ogni squadra deve schierare almeno un adulto. Una regola così cambia la partita mentre si gioca, perché chi entra in campo con i ragazzini smette di guardarli da bordo campo e comincia a passargli la palla. Costa poco scriverla e molto farla rispettare: significa trovare gli adulti, convincerli a mettersi le scarpe, tenerli dentro per tre ore di pomeriggio.
La seconda scelta riguarda i soldi. Mariano Passeri, che promuove l’iniziativa per il Csi ed è consigliere municipale, dice che hanno deliberatamente evitato catering esterni e strutture estranee: a lavorare saranno il bar accanto al campetto e il forno del quartiere, quelli che lui chiama «gli ultimi baluardi commerciali del Campasso». È una decisione che si prende a tavolino settimane prima, sottraendo un ricavo all’organizzatore per lasciarlo a due esercenti della via. Chi ha allestito una festa sportiva sa quanto sia più comodo il furgone che arriva già carico.
Poi c’è il contesto, e conviene guardarlo senza indulgenza. Il quartiere vive la chiusura del voltino ferroviario, e il consigliere municipale Amedeo Lucia ricorda che al Campasso la parola riqualificazione è stata evocata molte volte: l’ex mercato florovivaistico è rimasto a metà, con la scuola Govi e la palestra realizzate e il resto dell’area ferma. Due pomeriggi di corsa campestre arrivano dentro questo vuoto. Servono a farci passare dei ragazzi, e insieme rischiano di somigliare a un risarcimento simbolico per opere che nessuno consegna.
Luca Verardo, amministratore di Sport and Go, dà la misura di quanto pesi il lavoro ordinario: nei centri estivi hanno seguito trentacinque ragazzi, venti dei quali in situazione di fragilità e affiancati uno a uno. Venti educatori per venti ragazzi, ogni giorno, tutta l’estate. Accanto, il dato dell’affluenza: al “Rolandone” erano arrivati circa quattrocento giovani, e per la campestre stanno contattando società d’atletica fin nell’area milanese, con i volantini distribuiti a mano.
Domenica pomeriggio partiranno i più piccoli, sei anni, poi via via gli altri fino ai diciotto. Alla fine c’è la merenda, e a prepararla sarà il forno di via Pellegrini.

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